Sin dall’alto medioevo l’olio di oliva aveva assunto una particolare importanza per le vallate dell’Est Veronese. Nei pendii scoscesi, dove non poteva essere piantata la vite o nessun cereale, gli olivi hanno sempre prosperato. Il vero motivo risiede nel fatto che quest’olio era l’unico che potesse bruciare per illuminare le immagini sacre e le numerosi pievi delle vallate ne avevano quindi un gran bisogno.

L’est veronese è una delle zone più a nord dove viene coltivato l’olivo e quindi anche la cultivar che qui cresce è molto speciale. Si tratta del Grignano, e la sua presenza nell’area è anche esempio di preservazione della biodiversità. Cultivar non molto produttiva in termini di rese, è una delle poche in Italia che profuma di agrumi e mela verde, creando un olio estremamente fresco e ideale con piatti di pesce grasso o con paste particolarmente ricche.

All’olio di queste zone è dedicata una denominazione, la Valpolicella DOP che si può riconoscere dal suo bollino identificativo. Anche il Grignano è entrato a far parte del sito FAO dei Sistemi del Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale GIAHS “Le colline vitate del Soave”

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